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CHERASCO - 25/11/2013MOSTRE/EVENTI

Sironi, la grandiosità della forma

di Gianfranco Piovano

Nella storica sede di Palazzo Salmatoris in Cherasco si potrà ammirare fino al 12 gennaio 2014 una mostra sui capolavori di uno dei più grandi maestri della pittura del Novecento: Mario Sironi. La rassegna “Mario Sironi, la grandiosità della forma” contempla cinquantasette opere tra quadri, studi monumentali per affreschi e disegni inediti, tutta la produzione artistica del Maestro dagli esordi fino agli ultimi anni della sua esistenza. Il progetto espositivo viene curato da Cinzia Tesio. Il tema sviluppato è la grandiosità dello stile dell’artista nelle sue opere monumentali: la curatrice mette anche in evidenza i lavori realizzati su piccoli formati. Il percorso espositivo inizia con una imponente opera dal titolo “Soldato”, che è lo studio per l’affresco Rex Imperator (Sacrario della Casa Madre dei Mutilati di guerra a Roma): il quadro alto più di tre metri fa parte di un ciclo di bozzetti preparatori di proprietà del Centro Studi dell’Università di Parma (di cui sei sono esposti a Cherasco). Al piano nobile del Palazzo della Pace la rassegna si divide in tre sezioni. Nella prima, quella più rappresentativa, sono esposti alcuni tra i capolavori più apprezzati: L’Architetto. Il quadro venne realizzato tra il 1922 e il 1923 ed esposto alla XIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Sironi in quest’opera si ispira alla metafora di ogni forma d’arte (tutta l’arte in quanto costruzione è architettura). Nello stesso spazio si ammira il periodo divisionista con “La madre che cuce”, opera eseguita tra il 1905 e il 1906; il momento espressionista è rappresentato con lo straordinario dipinto eseguito nel 1930, “San Martino”; sempre del medesimo periodo è il quadro “Nudo di Albero”. In queste straordinarie opere pittoriche, si può cogliere la straordinaria modernità classicistica novecentista, che il pittore attraverso modelli antichi rielabora nella sintesi delle forme. Tre straordinari pannelli invitano il visitatore ad accostarsi nella seconda sezione dove sono esposti in ordine cronologico alcune opere inedite: il “Ritratto della Nonna Teresa Mannini” eseguito negli anni 1910–11; “Borghesi e tram rosso”(1916), “L’aereo rosso,” “Vela e acquedotto”, e il singolare quadro del 1930-31 “Uomo seduto”. Un altro punto di attrazione verso l’esposizione dedicata a Sironi, è la presentazione per la prima volta di una quindicina di opere inedite della moglie del Maestro, Matilde, di dimensioni contenute ma di intensa suggestione come il coloratissimo “Borghesi e tram” del 1916, il “Sollevatore di pesi” del 1919, risalente all’arte del periodo metafisico. Nella sala si ammira un altro imponente disegno: “Figure e Architetture” appartenuto all’architetto Giovanni Muzio. Questi capolavori sono esposti a Cherasco grazie all’intervento della studiosa dell’artista Elena Pontiggia che è anche la curatrice del catalogo che accompagna la mostra. Nella terza sezione si fanno notare due lavori: “Composizioni con figure (Studio per l’Italia fra le Arti e le Scienze) eseguito nel 1935 e “Due Soldati” 1936. L’ultimo periodo dell’arte sironiana è documentato con due paesaggi urbani eseguiti nel 1945 e 1946 provenienti dalla collezione della Banca Popolare di Milano; e dall’opera “Lo scalo”, un altro paesaggio urbano eseguito nel 1952 e da oltre mezzo secolo mai più esposto. Negli anni Trenta Sironi si dedica prevalentemente alla pittura murale. Il quadro gli sembra una “forma insufficiente” e il sistema dell’arte moderna, legato alle mostre, al mercato, alle gallerie, al collezionismo “borghese”, gli sembra antipopolare. Teorizza quindi il ritorno alla grande arte monumentale (l’affresco, il mosaico, il bassorilievo), che non ha bisogno di essere venduta o esposta temporaneamente, ma a disposizione di tutti. La misura grande, porterà inevitabilmente ad affrontare temi non intimisti e a indagare, con le esigenze della parete, un nuovo senso della spazialità. In molta pittura monumentale Sironi dà forma e figura all’ideologia fascista in cui credeva, in particolare alla dottrina sociale e nazionalista del regime (non alle leggi razziali, da lui mai condivise).

Informazioni: Segreteria mostre 0172.42.70.50.



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