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TORINO - 09/03/2014MOSTRE/EVENTI

L'Opera al nero di Galliani alla GAM

“… Un paesaggio è una morfologia che entra ed esce dall’immagine”. Sono le parole pronunciate dall’artista nella conferenza stampa di presentazione della mostra “L’Opera al nero. Omar Galliani”, in programma alla GAM (galleria d’Arte Moderna Contemporanea) fino al 18 maggio. La rassegna è allestita negli spazi Underground Project su una superficie di oltre mille metri quadrati. Il progetto comprende una selezione di circa trenta opere di dimensioni imponenti, tutte realizzate con la tecnica del disegno a matita su tavola. Pur non seguendo un ordinamento cronologico la mostra copre un arco temporale che parte dalle prime opere della metà degli anni Settanta e giunge fino ad oggi, ripercorrendo l’intera vicenda artistica e mettendo in luce, attraverso un’attenta selezione, l’aspetto più simbolico e mistico del suo lavoro sviluppato con il rigore formale, insieme alla straordinaria tecnica che da sempre lo contraddistingue. Molte opere di questa mostra sono nate nel corso dell’anno passato quando è stato avallato il progetto di continuare, con il secondo capitolo del ciclo di artisti contemporanei e metterli a confronto con le opere delle collezioni conservate nella Galleria d’Arte Moderna. Il confronto era iniziato nel 2011 con l’artista statunitense James Brown, quest’anno si è deciso di continuare con i lavori del maestro emiliano Omar Galliani.

Le monumentali realizzazioni vengono messe a dialogare con un altro emiliano di Reggio Emilia Antonio Fontanesi di cui la galleria conserva una folta rappresentanza di capolavori. “Paesaggio dei miei veleni”, l’artista di Montecchio Emilia nel realizzarla si è ispirato al “Paesaggio con alberi e ruscello” eseguito dal Fontanesi nel 1859. Sempre nell’incontro con i giornalisti il direttore della GAM Danilo Eccher ha annunciato che quest’opera a fine manifestazione verrà donata dall’artista all’istituzione torinese ed entrerà a far parte del Gabinetto di Disegni e Stampe. Nel saggio del bellissimo catalogo edito per l’occasione dalla casa editrice Mazzotta e che Galliani considera non un catalogo ma un libro, un’antologia della sua attività, nell’intervento tematico Danilo Eccher scrive a riguardo della considerazione che il Galliani ha sul disegno: “L’Omar Galliani ha eletto il disegno a linguaggio primario, dove convivono elementi contrastanti, dati contrapposti che fronteggiano e si combattono dando vita ad un’opera complessa, non di rado fraintesa, in alcuni casi anche rifiutata. Il disegno è il sismografo della mia quotidianità. Il disegno è rabdomantico. Il disegno è dipendenza. Il disegno è una necessità impellente. Il disegno è infinito proprio perché alla fine non lo si vorrebbe mai… finire”. La pubblicazione riporta anche la testimonianza del curatore della mostra Gregorio Mazzonis. Il lettore, infine, troverà anche alcuni testi critici scelti dall’ampia antologia del maestro. La mostra viene realizzata grazie al contributo di sponsor privati. Informazioni 011.4429518.

Gianfranco Piovano


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