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ALBA - 13/02/2015MOSTRE/EVENTI

Ultimo week end con Casorati

Resterà aperta fino al 15 febbraio l’esposizione antologica di Felice Casorati allestita ad Alba alla Fondazione Ferrero, in strada di Mezzo 44: “FELICE CASORATI COLLEZIONI E MOSTRE TRA EUROPA E AMERICHE” (ingresso gratuito). Il percorso espositivo propone all’ammirazione sessantacinque dipinti di cui una quarantina provenienti dai più importanti musei del mondo, da collezioni pubbliche internazionali, ventisette da fondazioni e musei italiani, mentre le restanti opere sono state individuate tra un piccolo gruppo di raccolte private, due delle quali tedesche. Alcuni dipinti esposti sono partiti dall’Italia, nei primi anni del Novecento, e rappresentano per il pubblico che si accinge a visitarli dei veri capolavori inediti. La curatrice di questo evento è Giorgina Bertolino, uno dei massimi studiosi dell’arte casoratiana. L’esposizione è accompagnata da un esauriente catalogo (Silvana Editoriale pp.286 ill. a colori) recante oltre alle prefazioni istituzionali, saggi eseguiti di Anna Maria Chiara Donini, Sergio Cortesini e Ana Gonçalves Magalhaes. L’iniziativa gode dell’alto patronato del presidente della Repubblica Italiana. La rassegna viene propagandata dalla copertina del relativo catalogo, dai biglietti d’ingresso, dai totem stradali, dalle pubblicità sui giornali con l’opera artistica di “Beethoven” eseguita nel 1928 e considerata uno dei dipinti cardine nella poetica di Casorati, una pietra miliare del suo percorso artistico. Il quadro è della collezione VAF Stiftung di proprietà del MART (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento Rovereto). “La mia pittura accolta con tanta severità in patria, trovò all’estero consensi cordiali, talvolta entusiasti. Moltissime le riviste che mi dedicarono articoli. Fui invitato ad allestire mostre personali in Germania, in Belgio, in America, in Francia e persino in Russia. Le Gallerie d’Europa e di America ospitaronofin troppo volentieri i miei quadri”. Con queste parole nel 1943, Felice Casorati raccontava nell’aula magna dell’Università di Pisa, la sua vicenda artistica oltre confine.La mostra inizia con un ritratto del 1907 dedicato alla sorella “Elvira Guglielma Casorati”, intitolato “Ritratto di signora”: con quest’opera il maestro esordì alla Biennale di Venezia del 1907, e da questa edizione della Biennale che era la settima dalla sua fondazione, parteciperà a tutte le edizioni fino a quella che precede l’anno della scomparsa, avvenuta nel 1963. L’artista, non ancora ventiquattrenne, viene ammesso dalla giuria di accettazione, di cui fa parte lo scultore Leonardo Bistolfi. Grazie al debutto in quella prestigiosa cornice internazionale che è la Biennale veneziana, il “Ritratto di signora” acquista lo status di “primo quadro” e ufficializza l’avvio della carriera. In una intervista concessa a Riccardo Aragno nel 1941 Casorati affermava: "fu dopo quel quadro che mi decisi a… come si dice, fare il pittore". Il dipinto proviene da una collezione privata. Il capolavoro "Tiro al bersaglio o Tiro a segno” (anche questo appartiene ad una collezione privata), è una delle cinque tempere che Felice Casorati espone per la prima volta a Torino nell’autunno del 1919 alla Società Promotrice di Belle Arti. Il dipinto condivide alcune delle sue principali tappe espositive. Il quadro ”Madre o Maternità” è uno dei quattordici dipinti che l’artista presenta nel 1924 alla XVI Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia nella mostra individuale introdotta da Lionello Venturi. L’opera viene riproposta alla Kunstaus di Zurigo nel 1925 dal direttore Wilhelm Wartmann, che per l’occasione invita quarantadue artisti tra i quali spiccano i nomi di Chagall, Dix, Kandinskij, Matisse, Munch, Picasso. “La Madre” è un'opera di grande impegno che Casorati concepisce attraverso un’accurata preparazione in un progetto a matita, eseguendo una sorta di cartone (datato 1923) studiando la figura, che poi trasferirà nel formato definitivo a pala d’altare. Quest’opera di proprietà del Staatliche Museen Nationalalgalerie di Berlino, dopo l’esposizione storica avvenuta alla Biennale di Venezia nel 1924, è tornata in Italia solo nel 2002, e adesso per l’evento albese. “Ritratto di Hena Rigotti”, di proprietà della GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, viene eseguito nel 1924 su commissione dell’architetto Rigotti il quale lascia ampia libertà di scelta a Casorati nel ritrarre la giovane Hena, lui la effigierà in una postura di tre quarti, leggermente decentrata in modo da lasciare spazio al piano ricoperto da una tovaglia bianca su cui ha disposto una natura morta. Il dipinto ad olio su tavola “Scolari”, viene eseguito tra il 1927 e il 1928 e fa parte del gruppo di lavori che verrà presentato alla Biennale di Venezia del 1928. Il dipinto è uno dei più impegnativi e conta sulla consueta attenta preparazione prima a matita nei progetti in miniatura quindi di un bozzetto. "Venere bionda" eseguito nel 1934 olio su tela applicata su tavola. Sulle pagine del catalogo della seconda Quadriennale d’arte nazionale, Felice Casorati scrive: "Vorrei ormai dipingere persone e cose semplicemente come le vedo e le amo: i miei sforzi di oggi sono quindi intesi a liberarmi di tutte le teorie, le ipotesi, gli schemi, i gusti, le rivelazioni e le restaurazioni dei quali con generosa avidità si è avvelenata la mia giovinezza". L’opera proviene da Centre Pompidou - Musèe National d’Art Moderne /Centre de creation industrielle. "Natura morta con limoni" del 1937. Collezione Francisco Matarazzo Sobrinho, proveniente dal Museu de Arte Contemporanea da Universidade de Sao Paulo (Brasile). Gli esperti affermano che delle opere presenti in questa collezione è forse la più interessante. La bellezza di questa natura morta sta nei contrasti tra toni freddi e caldi, attraverso i quali l’artista sembra restituire l’ambiente del suo atelier.

Gianfranco Piovano



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