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RIVOLI - 01/06/2015MOSTRE/EVENTI

ENZO SCIAVOLINO, ultima settimana al Conte Verde

Enzo Sciavolino
Rassegna Antologica dell’opera incisa dal 1963 al 2014

a cura di
Angelo Mistrangelo

La mostra alla Casa del Conte Verde è in assoluto la prima esposizione in Italia di tutta l’opera incisa di Enzo Sciavolino. Dopo le rassegne degli anni Ottanta organizzate negli Istituti Italiani di Cultura in Olanda, Polonia, Romania, Francia, questo appuntamento rivolese è sicuramente una testimonianza della sua ricerca come punto di convergenza tra arte, cultura e società.

“Il segno scandisce il tempo della storia, dei miti, delle emozioni, che presiedono alla formulazione e alla definizione del discorso di Enzo Sciavolino tra scultura e grafica, segno e immagine, tensione espressiva e intuizione, come sottolinea Angelo Mistrangelo nel testo pubblicato nel volume a cura di Nicola Micieli Enzo Sciavolino. Opera incisa 1963-2014, Centro Toscano Edizioni, Santa Croce sull’Arno, 2015.

Accanto alla determinante funzione culturale e sociale della sua scultura, si è sviluppata da sempre la stagione dell’incisione, tra lastre (oltre duecento) e morsure, in una sorta di percorso caratterizzato da cinquant’anni di studi e da una sperimentazione che va oltre all’evidenza della rappresentazione per comunicare i momenti di un’interiorità analizzata, interpretata, rivelata.

L’uomo, la società, l’impegno civile sono gli aspetti di una ricerca in cui la pulsante energia del linguaggio travalica la realtà per comunicare la sofferenza, l’amore, l’esistenza e l’esistere, sino a raggiungere un dettato mai ripetitivo, ma sempre reso con abilità e intensità e con quella musicalità che può trovare riscontro nei versi di Cesare Pavese: « ... c’era il giovane dio / che viveva per tutti e ignorava la morte. / Su di lui la tristezza era un’ombra di nube. / Il suo passo stupiva la terra. ... » (Da Mito)


Vi è nei suoi fogli l’essenza di un’intera vita, di personali soluzioni tecnico-espressive, di un continuo e inesausto cammino attraverso le angosce e le sottili cadenze di un universo di emozioni che non finisce mai di stupire e stupirci. Un universo di segni, di linee, di interazioni tra l’artista e il proprio tempo, che ha fatto dire a Nicola Micieli, attento e profondo conoscitore della sua esperienza: « … ha inciso senza soluzione di continuità in ogni fase della sua vita d’artista [creando] un apporto iconografico e un ulteriore veicolo d’accesso al mondo poetico e alle tematiche della scultura ... ».

Nota ancora Micieli: « ... Se la scultura, dunque, è la trasposizione concreta di un sogno, l’incisione è l’eco di un sogno, la sua decantata metafora visiva ... ».

Incisione come documento del vissuto, storia, adesione agli eventi e scontro ideologico, denuncia e notazione a margine.

Sciavolino non ha mai perso di vista il proprio indiscutibile profilo umano e sociale; con il valore rabdomantico della linea ha ripercorso i luoghi e i miti della natia Sicilia, dove la memoria appare l’indiscutibile riferimento per ritrovare volti, gesti, coinvolgimenti, sensazioni, incanti di una terra che, a tratti, si ricollega alla simbolica e nitida luminosità dei versi di Pablo Neruda: « ... Farfalla bruna dolce e definitiva / come il campo di grano e il sole, il papavero e l’acqua.» (Da Venti poesie d’amore e una canzone disperata)

La poetica di Sciavolino si dipana nel tempo e dal tempo trae linfa vitale e conoscenza e quelle indicazioni che, dagli anni Sessanta ad oggi, consentono di entrare in profondità nei temi e nei soggetti del suo fare e del suo divulgare il mistero e la magia dell’arte.

La condizione umana, l’impegno civile, l’assunto politico, sono altrettanti capitoli della sua storia che le incisioni raccontano con la grande sapienza dell’immagine e del sogno, con il recupero dell’uomo al di fuori del consumismo più accentuato.”

Casa del Conte Verde
via Piol 8 - Rivoli
Il segno, la storia, il mito
rassegna Antologica dell’opera incisa dal 1963 al 2014 di Enzo Sciavolino
a cura di Angelo Mistrangelo
Inaugurazione venerdì 27 marzo 2015 ore 18

 


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