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VILLARBASSE - 23/05/2016MOSTRE/EVENTI

IL CODICE DELLA FELICITA’

La città di Villarbassse inaugura, sabato 28 maggio ore 17.00, presso la prestigiosa sede di Palazzo Mistrot, via Alla Fonte 8, la mostra dell'artista Davide Giuva recentemente scomparso.

Nel salone aulico del palazzo saranno esposte una ventina di opere che ripercorrono il periodo artistico di Davide Giuva iniziato quando, giovanissimo, lavorava nello studio di Luigi Mainolfi a Torino.

La mostra è presentata dall’artista Luigi Mainolfi, che per l’occasione ha scritto un testo in omaggio al suo allievo e da Giuseppe Misuraca appassionato e profondo conoscitore d’arte contemporanea. L’allestimento è stato inoltre curato da Maria Paola Stola in collaborazione con Pieraldo Bona presidente dell’Associazione Progetto Davide. Adriano Benetti (zio Ben, come lo chiamava Davide) ha realizzato la grafica e il catalogo.

La mostra resterà aperta fino al 20 giugno con ingresso gratuito. Info tel 011.9528484 www.comune.villarbasse.to.it



UN RICORDO  (di Luigi Mainolfi)

Davide.

Attento, racconta curioso le sue storie.

Racconta di passato, racconta di presente, di avvenimenti e di gente.

Fatti e vicende di fatti.

Relazioni, famiglie.

I genitori , il padre, gli orologi e la chitarra .

Le chitarre.

Storie di chitarre, virtuosismi, chitarristi, cantanti e cantautori.

Cugini famosi.

Storie.

Storie di amicizie e storie di impegni, storie di progetti.

Di futuro.

Posti e luoghi di materiali e mestieri, ovunque qualcosa, ovunque le cose.

Sempre le cose, sempre le cose della vita.

Ovunque.

Ovunque con interesse e ovunque con altre storie, altri incontri.

Molti incontri.

Incontri che diventano rapporti e diventano altro.

Sempre altre storie.

Dapprima il liceo, poi la pittura, la terracotta, la ceramica con gli amici artigiani.

Gli artisti e gli amici artisti.

Le mie campanelle.

Il dialogo e la frequenza e ancora altre storie.

Gli innamoramenti.

Gli amori. La sua donna gli sorride e la mamma lo carezza, con grazia.

E le giraffe.

Storie di giraffe.

La pelle delle giraffe e la geografia della giraffa.

Quante altre storie e quante tante attese e le forzate lunghe pause.

La lotta.

Nonostante… Davide la felicità.



DAVIDE GIUVA: IL CODICE DELLA FELICITA’

di Giuseppe Misuraca

Argilla, terracotta, legno questi i materiali che Davide Giuva utilizzava per i suoi lavori. Materiali primordiali in cui infondeva linfa di vita attraverso il con-tatto delle mani e l’energia psichica derivata della sua vivace intelligenza e visionarietà. Le mani e la mente, sempre unite, come gli occhi al cuore: questa la vera forza di Davide. Un dono che lui possedeva e riusciva a trasmettere alle, tante care, persone di cui amava circondarsi. Tutta l’arte, ma in particolare la scultura, era importante per lui almeno quanto la vita “E’ un’attività immersiva, amava dire non esistono spazi preclusi alla scultura che vive di progettazione e disegno soprattutto, prima ancora che degli aspetti realizzativi”

La bellezza – quella che, secondo Dostoevskij, salverà il mondo – era innata in Davide. La sua figura esile, di un’eleganza assoluta, rappresentava  quell’ideale estetico riferito all’ immagine dell’artista che soprattutto nell’età matura presenta il lato più carismatico come lo era per l’amico Piero Ruggeri, rappresentante estremo della pittura informale. In Lui c’era tanta voglia di vivere una vita piena e solare e quella sensazione riusciva a trasmetterla con i lavori gioiosi che ci ha lasciato. Nelle opere Davide trovava “…il piacere di immergersi nelle profondità, trovarsi come in dei luoghi inattesi, dove piano piano trovi ….la vita”.

Nei suoi lavori sovente, presente e passato, sono allineati come in un corto circuito spazio/temporale. In Codice a barra, il segno più comune dell’oggi in cui tutto è codificato, consente di attualizzare la serie numerica di Fibonacci. La formula sottesa ai tanti processi di crescita del mondo organico e inorganico. Tanto cara agli architetti e ai matematici quanto agli artisti e ai filosofi di tutti i tempi. Allusione all’eterno ritorno della materia del mondo e delle cose nonché delle leggi che regolano la vita nell’universo.. Poi tanti animali, calamari giganti, cavallucci marini, chiocciole realizzate con la terracotta, bianche come la purezza di una giovane creatura, riportano chi le guarda, ad un tempo lontano, quando, nel Pliocene, la pianura piemontese – protopadana - era invasa dalle acque del mare dove vivevano le ammoniti divenute fossili nell’argilla, una volta che il mare si è ritirato per prendere la strada verso l’Adriatico. Intorno a quel mare pascolavano elefanti, rinoceronti, le giraffe dal lunghissimo collo che pare raggiungere il cielo oltre le nuvole, quelle nuvole tanto care all’amico Antonio Carena. Nei lavori di Davide animali fiabeschi, nuvole, colori e atmosfere attingono tanto alle teorie di Goethe (forme e colori) quanto ai sogni e ai di-segni dei bambini. Come in un mondo fantastico le giraffe sono rese con macchie di colore blu intenso, quel blu oltremare, tanto caro a Yves Klein, che con i suoi monocromi ha persino ispirato la canzone “Volare” di Domenico Modugno. L’intenso colore  rimanda al cielo e al mare  ma anche al viaggio degli uccelli che volano in alto, sempre in cerca del caldo e della primavera, alla ricerca dello spazio giusto per creare il nido, la vita, il futuro. Davide era molto attratto dalla forma circolare del nido, la stessa che ha ispirato Mario Merz nella realizzazione degli igloo. Opere conosciute nei minimi dettagli grazie all’esperienza professionale condivisa con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli dopo l’esperienza formativa nel laboratorio-fucina di Luigi Mainolfi, “il grande maestro” lo scultore internazionale, ri-creatore del mondo arcaico sempre ri-attualizzato nel tempo presente. E poi Pino Pascali, la meteora dell’arte italiana troppo presto tornata allo spazio siderale e senza confini che, forse, lo aveva generato. Nella sua breve, intensa vita, Pino Pascali ha creato e ricreato mondi, affrontato con ironia anche i drammi della storia. La mitragliatrice Bella Ciao, simulacro di arma pesante realizzata con materiali di recupero, rimandava alla libertà persa sotto il nazi-fascismo e recuperata con le lotte partigiane. Anche Davide ha sentito e fatto sua la seduzione della lotta realizzando Kalashnikov, un’opera che rimanda all’arma dei partigiani odierni. La stessa usata dalle giovani donne kurde che orgogliosamente lottano, vittoriose, per la libertà del loro popolo contro i macellai dell’ISIS. Della sua opera realizzata in legno, dipinta di blu e dotata di pallottole giganti. Davide diceva “Kalashnikov è una icona fortissima, la filosofia pop applicata alla balistica, ha superato le migliori aspettative di volo”.

Nel 1996 insieme a Tiziana la compagna di sempre, Davide avvia il  suo percorso, forse più importante, quello della pratica buddista. Questa diviene presto stimolo creativo, comincia la costruzione di Butzudan, ovvero quei mobiletti all'interno dei quali si custodisce il Gohonzon, una pergamena in carta di riso, l'oggetto di culto del Buddismo di NichirenDaishonin e concepisce tanti butzudan, pensati ed elaborati ad hoc per gli amici che gliene fanno richiesta. Opere d'arte anch'essi. Con grande sensibilità e profonda attenzione per gli altri, Davide costruisce questi mobiletti in perfetta sintonia con il carattere e la personalità dei destinatari. Ne tiene uno per se e per Tiziana e, a differenza degli altri, ha delle applicazioni in terracotta.

Importante per Davide anche la vicinanza dell’amico fraterno Paolo Genovese, morto solo qualche mese prima di lui, con cui ha condiviso le amicizie e la voglia sterminata di vivere con gioia insieme all’arte e al buddismo concepito come modus vivendi. A lui Il buddismo ha dato molto, una crescita interiore che gli ha fatto affrontare la vita in modo diverso e più felice. La grande amicizia tra Davide e Paolo viene ricordata in mostra con Chimono l’opera dal grande significato umano, professionale e spirituale di Paolo Genovese.

La mostra, allestita a Palazzo Mistrot di Villarbasse è realizzata, grazie alla collaborazione dell’Amministrazione Comunale con il coinvolgimento in primis del Sindaco Eugenio Aghemo e dell’intera Giunta; si avvale della generosità di Piera Capello - brava mecenate dell’arte – e del sapiente contributo creativo di Adriano Benetti, e di Pieraldo Bona presidente dell’Associazione Progetto Davide; dell’impegno dell’infaticabile Maria Paola Stola, della insostituibile e preziosa collaborazione di Tiziana Giuva e Angelo Tribolo.

Questa prima mostra, nata dal sentimento comune di amici appassionati, non ha carattere antologico, vuole piuttosto connotarsi come l’Ouverture che precede la re-visione delle tante opere di Davide Giuva sparse nelle case di molti collezionisti, con l’auspicio di giungere in tempi brevi, alla realizzazione di ulteriori eventi espositivi e di una grande mostra in uno spazio museale regionale.



Sabato 28 maggio alle ore 21 in piazza delle Chiese a Villarbasse,  "MUSIQUE POUR DAVID", BBB band in Concerto in onore dell'artista





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